Salute: tartufi "magici" non solo a tavola, anche antirughe e antidepressivi

Salute: tartufi "magici" non solo a tavola, anche antirughe e antidepressivi

Simbolo di piacere, lusso e ricercatezza a tavola, il tartufo può "dare gusto" anche alla bellezza e al benessere. Creme e trattamenti cosmetici di "tartufoterapia" stanno rapidamente prendendo piede, mentre si studiano persino alcuni farmaci a base del magico tubero in grado di riparare i danni alla pelle lasciati dall'acne o da cure farmacologiche aggressive. E c'è persino il benefico effetto antidepressivo legato al piacere di un lussuoso piatto arricchito di scaglie di tartufo: un momento dedicato a se stessi che, complici le endorfine, migliora il tono dell'umore con effetti positivi per tutto l'organismo.

Senza parlare delle presunte virtù afrodisiache, che in passato hanno fatto la fortuna di questo speciale ingrediente richiesto nelle corti di tutta Europa. E che anche oggi continua ad essere apprezzato dai gourmet, nonostante i prezzi non proprio "leggeri". Quest'anno, però, i costi potrebbero essere più equilibrati grazie a una stagione favorevole dal punto di vista climatico. Le prime contrattazioni per il prezioso tartufo bianco di Alba, ad esempio, si aggirano intorno a 150-200 euro l'etto (in annate di "magra", con pochi tuberi a disposizione, si è arrivati fino a 750 euro l'etto). Ed è proprio ad Alba che dal 9 ottobre al 14 novembre si terrà la manifestazione più importante del settore, l'80esima Fiera internazionale del tartufo bianco.

Ed è proprio questa varietà, tra le più pregiate e apprezzate, tipica delle Langhe, l'ingrediente base di una lussuosa crema schiarente anti-macchia e distensiva. Un podotto messo a punto da un'azienda italiana specializzata nei cosiddetti "cosmetici gourmet" (vinoterapia, cioccolatoterapia), la Ishi (gruppo Dafla), che ha brevettato l'estratto di tartufo con diverse indicazioni. E ora, sempre con il "principe bianco", sta testando veri e propri prodotti farmaceutici in grado di cancellare macchie sulla pelle. Dal tartufo nero e da quello estivo, invece, vengono prodotte creme anti età e nutrienti.

"Abbiamo registrato un brevetto - spiega all'Adnkronos Salute Davide Antichi del gruppo Dafla - che ha dato vita a una linea cosmetica curativa. Abbiamo in commercio un trattamento che viene fatto nei centri estetici e nei centri benessere. Ma ci sono anche trattamenti di uso quotidiano, in particolare un siero schiarente".

Si tratta di un prodotto di lusso. Una crema costa poco meno di 100 euro, mentre i trattamenti variano a secondo degli istituti di bellezza.

"Non sono però trattamenti "curiosi" - specifica Antichi - La loro efficacia è stata testata da diversi studi che hanno coinvolto le università di Genova, di Ferrara, di Catania e quella di Pavia, con ottimi risultati. In particolare, la ricerca dell'ateneo catanese ha messo a confronto il siero schiarente al tartufo bianco con un siero agli idrochinoni,  normalmente prescritto dai dermatologi. E ha dimostrato che il nostro prodotto è più efficace".

A tavola, invece, le virtù benefiche del tartufo non sono legate esattamente alle sue capacità nutrizionali ma, piuttosto, al fatto che si tratta dell"ingrediente del piacere per antonomasia, che "coccola" e vizia , come spiega Carlo Cannella, presidente dell"Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, che sottolinea come siano molto limitate le "dosi" di questo tubero assunte a tavola.

"E' una questione di aroma, di profumo - aggiunge il nutrizionista - anche di tutta l'atmosfera che si crea quando si mangia il tartufo. Predispone a particolari sensazioni che vanno al di là del valore nutrizionale. Si tratta in fin di conti di un fungo, che non ha quindi un grande valore nutrizionale", precisa l'esperto.

"Però c'è una componente odorosa che dà sensazioni piacevoli e per questo benefiche: è un ingrediente che stimola il piacere del gusto e risolleva il morale anche a chi sta male - conferma - Qualche scaglia trasforma un uovo al tegamino, o meglio ancora una cotoletta di tacchino, in un piatto da gourmet".

Perché la "terapia" funzioni meglio, consiglia quindi il nutrizionista, "meglio non mangiare i tartufi in solitudine. Una cenetta a lume di candela con il partner o con gli amici, condita da una buona conversazione, ha sicuramente un effetto ancora più positivo sulla salute, conclude Cannella.